Nel panorama dell’arte barocca siciliana, alcuni nomi brillano da secoli nei libri di storia. Altri, altrettanto significativi, sono scivolati nell’oblio. Carlo D’Anselmo è uno di questi: un artista poliedrico, attivo nella Palermo del Seicento, la cui opera attende ancora di essere conosciuta dal grande pubblico.
Chi era Carlo D’Anselmo?
Pittore, scultore e architetto, Carlo D’Anselmo operò in una Palermo vivace e cosmopolita, crocevia di influenze spagnole, fiamminghe e italiane. La sua produzione spazia dalla pittura devozionale alle decorazioni architettoniche, lasciando tracce in chiese e palazzi della città che ancora oggi possiamo ammirare — spesso senza sapere chi le abbia create.
La sua figura incarna perfettamente quella categoria di artisti “minori” che, pur non raggiungendo la fama di un Van Dyck o di un Pietro da Cortona, contribuirono in modo determinante a plasmare l’identità visiva di una città e di un’epoca.
Un saggio che restituisce memoria
Il volume Carlo D’Anselmo. Vita ed opere di un poliedrico artista siciliano del Seicento, pubblicato da Edizioni Genius Loci Palermo, è il frutto di anni di ricerca archivistica condotta da Carmelo Lo Curto, con introduzione di Vincenzo Abbate. Un lavoro che ricostruisce con rigore filologico la biografia e il catalogo delle opere di D’Anselmo, restituendogli il posto che merita nella storia dell’arte siciliana.
Attraverso documenti inediti, fonti d’archivio e un’analisi stilistica approfondita, il saggio offre non solo un ritratto dell’artista, ma anche uno spaccato della vita culturale e religiosa della Palermo seicentesca.
Perché leggere questo libro
Se sei appassionato di storia dell’arte, di Palermo o del Barocco siciliano, questo volume è una lettura imprescindibile. Non si tratta di un testo accademico freddo e distante, ma di una narrazione appassionata che sa parlare anche a chi non è specialista del settore.
Riscoprire Carlo D’Anselmo significa riscoprire un pezzo di Palermo che non conoscevamo ancora.